10 luglio 2018

Andamento globale del mercato degli Etf/Etp nel mese di giugno

Secondo il nuovo report "ETP Landscape", redatto da BlackRock, gli afflussi hanno frenato a poco meno di 11 miliardi di dollari, appesantiti dai deflussi sull'azionario Europa ed emergente; avanza il reddito fisso, grazie alla raccolta su Treasury Usa e corporate Ig

Nel mese di giugno, l’industria degli Etf/Etp ha raccolto 10,7 miliardi di dollari su scala globale, trainati dai prodotti a reddito fisso per 10,3 miliardi e dall’azionario statunitense, principalmente, con net inflow per 7,5 miliardi, che hanno parzialmente compensato i deflussi dall’azionario emergente per 4,8 miliardi e dall’azionario europeo per 4,7 miliardi. Negli ultimi quattro mesi, l’azionario europeo ha registrato deflussi mensili tra i 5 e i 6 miliardi di dollari, a causa di una moderata crescita interna e dell'aumento dei rischi politici, che hanno messo a dura prova i rendimenti.

Nel dettaglio, l’azionario statunitense ha continuato a registrare afflussi, alimentati da sostenuti risultati aziendali e dal taglio dell’imposizione fiscale, portando così la raccolta da inizio anno a 49,9 miliardi di dollari. Net inflow anche per l’azionario Asia/Pacifico e per l’azionario esteso sviluppato (indici broad), rispettivamente pari a 4,9 e 3,9 miliardi, che salgono a 36,4 e 51,2 miliardi, Ytd. L’azionario Europa ha visto defluire asset per 4,7 miliardi (con complessivi 12,4 miliardi di out flow, Ytd). Le esposizioni azionarie emergenti, nonostante i deflussi del mese, si mantengono positive per 22,8 miliardi, da inizio anno.

Quanto al reddito fisso, che ha portato la raccolta complessiva da inizio anno a 54,2 miliardi di dollari, i flussi sono stati trainati dai Treasury statunitensi e dai corporate bond investment grade, rispettivamente con 4,2 e 3,5 miliardi di net inflow (a 21,6 e 6 miliardi ammontano gli afflussi Ytd).
Infine, dopo cinque mesi positivi, le commodity hanno visto deflussi guidati dall'oro per 2,3 miliardi di dollari; da inizio anno, però, i flussi si mantengono positivi, a quota 10,9 miliardi.

Wei Li, responsabile del team Emea Investment Strategy di iShares (BlackRock), ha commentato in tre punti le principali tendenze dei flussi degli Etf/Etp domiciliati in Europa, registrati nel mese di giugno.

1.  Mercati emergenti in perdita: per l’azionario dei mercati emergenti si conferma il trend ribassista, con fuoriuscite per 2 miliardi di dollari nel mese di giugno. Dall’inizio dell’anno, maggio era stato il primo mese con saldo negativo, ma il dato di giugno rappresenta il maggior deflusso mensile da dicembre 2014. L'ultima volta in cui si è registrato un deflusso di tale entità dall’azionario si era verificata una tendenza analoga da parte degli investitori nel ridurre l’esposizione sia dall’azionario emergente che europeo, incrementando invece quella sugli Stati Uniti. Il sentiment negativo sui titoli azionari europei è culminato in quattro mesi consecutivi di deflussi per la prima volta dall'inizio del 2016. Le crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno influenzato il sentiment di mercato e gli investitori, probabilmente, si stanno allontanando dalle regioni che percepiscono come più esposte a un’intensificazione della querelle commerciale.

2.  Tassi al ribasso: la raccolta di 514 milioni di dollari per gli Etf/Etp obbligazionari governativi nel mese di giugno, segue deflussi per 419 milioni del mese di maggio. I prodotti obbligazionari governativi quest’anno hanno rappresentato l’esposizione al reddito fisso più favorita, raccogliendo 5,3 miliardi di dollari, quasi interamente verso la fine del primo trimestre. A giugno, gli afflussi nei titoli governativi sono stati guidati dall'investimento in Etf/Etp obbligazionari governativi a medio termine (durata di 2-10 anni). La mancata propensione verso il segmento high yield è proseguita anche a giugno con ulteriori fuoriuscite di 130 milioni di dollari, portando a quota 1,8 miliardi i deflussi da inizio anno, con aprile unico mese positivo. Il cambiamento di trend relativo all’alto rendimento può essere attribuito all'aumento dei tassi negli Stati Uniti, che iniziano a offrire opportunità di rendimento più interessanti in altri segmento del reddito fisso, come ad esempio quello investment grade denominato in dollari.

3.  Niente di sbagliato con gli Stati Uniti: gli investitori hanno continuato a orientarsi nell’azionario statunitense nel mese di giugno per 3,2 miliardi di dollari, in linea con flussi consistenti durante tutto il corso di quest'anno. Ciò indica uno spostamento verso la "qualità", ossia società con crescita degli utili e provata generazione di cassa, caratteristiche annoverate da molte società statunitensi. I flussi da parte degli investitori dell’area Emea verso l’azionario statunitense sono stati costantemente consistenti, mentre i flussi domestici hanno registrato una maggiore irregolarità. Dal 2017, si registrano flussi in ingresso nel patrimonio in gestione negli Stati Uniti, nonostante la maggiore volatilità del mercato, che ha avuto un effetto ribassista limitato. Nel secondo trimestre, gli Stati Uniti sono stati l'unica tra le principali macroaree a registrare flussi positivi, per 5,8 miliardi di dollari. L’azionario giapponese, emergente ed europeo hanno registrato deflussi per complessivi 12,5 miliardi.