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| Vanguard lancia due
Etf Ucits focalizzati sull’Europa
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| Vanguard annuncia il lancio di Vanguard
Ftse Eurozone Ucits Etf e di Vanguard Ftse Developed Europe Small-Cap
Ucits Etf.
I nuovi Etf ampliano la gamma di soluzioni d’investimento offerte agli
investitori che desiderano rafforzare la propria esposizione ai mercati
azionari europei. Gli Etf sono quotati su Deutsche Boerse, Euronext
Amsterdam, Borsa Italiana e SIX Swiss Exchange (su queste due ultime,
solo nella classe ad accumulazione dei proventi). Sono gestiti con la
replica fisica completa e un Ter annuo, rispettivamente, dello 0,07% e
0,19%; i dividendi sono capitalizzati, per le classi quotate su
ETFplus.
Simone Rosti, Responsabile per l’Italia e Sud Europa di Vanguard,
commenta: “L’azionario europeo continua a offrire un ampio spettro di
opportunità agli... » |
| HANetf lancia sulle
principali Borse europee l'Etf Ucits sulla strategia Granny Shots di
Fundstrat Capital
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| HANetf, prima piattaforma White label
indipendente di Etf ed Etc, annuncia la quotazione odierna sui
principali listini europei del Fundstrat Granny Shots US Large Cap
Ucits Etf.
L'Etf, lanciato in collaborazione con Fundstrat Capital, punta a
offrire agli investitori europei accesso, attraverso la struttura
UCITS, alla strategia azionaria tematica a gestione attiva alla base
dell'Etf di punta della società, già quotato negli Stati Uniti nel
2024.
La strategia Granny Shots, il cui nome richiama uno stile non
convenzionale di tiro libero nel basket, è l'approccio tematico e
basato sulla ricerca sviluppato da Fundstrat Capital per la selezione
azionaria. Combina una valutazione top down dei trend macroeconomici,
demografici e del ciclo economico con uno screening quantitativo bottom
up... » |
| Flussi mensili ETF
UCITS: rimbalzo della raccolta ad aprile
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| Gli Etf domiciliati in Europa (Ucits) hanno
registrato un rimbalzo ad aprile, con afflussi netti pari a 35,5
miliardi di euro. Si è trattato del quarto mese migliore di sempre in
termini di raccolta netta, ben sopra i 10 miliardi di euro registrati a
marzo.
Nel complesso, il mese scorso è stato caratterizzato da un rinnovato
appetito per il rischio a seguito del cessate il fuoco tra Stati Uniti
e Iran, sebbene gli investitori abbiano continuato a privilegiare la
diversificazione piuttosto che un’esposizione direzionale specifica.
Le azioni sono state il principale motore della raccolta in aprile,
rappresentando circa il 75% dei nuovi asset netti. Gli investitori
hanno scelto di diversificare le loro allocazioni soprattutto
attraverso le strategie All Country World (11,1 miliardi di euro),
le... » |
| The Credit Market
Lens: dare un senso a una divergenza tra le varie asset class
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| Il conflitto con l'Iran è giunto al terzo
mese e i mercati hanno ormai adottato un ritmo da “due passi avanti e
uno indietro”. Da metà aprile, i prezzi del petrolio hanno ripreso a
salire: il West Texas Intermediate spot è tornato a oscillare intorno
ai 105 dollari al barile, mentre il contratto future sul WTI con
scadenza a dicembre si attesta, al momento della stesura di questo
articolo, a circa 82 dollari al barile, appena sotto il picco raggiunto
all'inizio di aprile.
Il grafico 1 illustra l'andamento cumulativo dei future sul greggio a
sei mesi nel corso dei tre principali shock dell'offerta petrolifera
degli ultimi quattro decenni: la guerra del Golfo del 1990, il
conflitto Russia/Ucraina del 2022 e l'attuale guerra in Medio Oriente.
Anche dopo il rally di breve durata seguito all'annuncio del cessate...
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| Mercati tra shock
energetico e boom dell’IA
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| I mercati dei capitali globali si trovano
attualmente in una fase di tensione tra rischi geopolitici e
fondamentali sottostanti resilienti. Gli sviluppi legati all’Iran e il
loro impatto sui prezzi dell’energia stanno generando incertezza nel
breve termine. Nel complesso, tuttavia, continuiamo a ritenere
l’economia globale sostanzialmente resiliente.
Al centro dell’attuale contesto di mercato vi è un chiaro trade off: lo
shock sul prezzo del petrolio si trasmette direttamente all’inflazione,
incidendo al contempo negativamente sulla crescita, e influenzando sia
le politiche monetarie sia le dinamiche dei mercati.
Per gli Stati Uniti, prevediamo un’inflazione al 3,2% nel 2026, con una
successiva discesa graduale verso il 2,3% nel 2027. Parallelamente,
stimiamo una crescita... » |
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