30 marzo 2018

Intervista a F.Templeton

Nell’approccio multifattoriale di Franklin Templeton, Quality e Value sono i fattori cardine, mentre Momentum e Volatility aiutano a limitare i drawdown e a cogliere i trend nelle fasi rialziste

Il successo e l’evoluzione delle strategie Smart beta nell’industria degli Etf ha fatto sì che colossi internazionali del risparmio gestito, quale Franklin Templeton, abbiano sviluppato prodotti con un approccio attivo all’indicizzazione tradizionale per entrare in questo florido mercato. MondoInvestor ha intervistato Antonio Gatta, Co-Branch manager e Institutional Sales director di Franklin Templeton in Italia, per conoscere le peculiarità della gamma Etf, da poco lanciata anche su Borsa Italiana, e come e con quali propositi è stata sviluppata.

Quando Franklin Templeton ha fatto il suo primo ingresso nel mercato degli Etf?
Franklin Templeton è un player globale con oltre 70 anni di storia, da sempre orientato a offrire agli investitori nuove soluzioni d’investimento. Nel 2015 nasce il progetto sugli Etf, nel 2016 i primi Etf Franklin LibertyQ vengono lanciati negli Stati Uniti, nel 2017 sono quotati sulle Borse di Londra e Francoforte e nel gennaio 2018 avviene il lancio dei primi cinque Etf Smart beta in Borsa Italiana.
L’Italia è un mercato strategico per Franklin Templeton e la possibilità di quotare gli Etf anche in Borsa Italiana rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso di creazione di una piattaforma ETF globale e di elevata qualità.
Il lancio della gamma di Etf Smart beta è in linea con la strategia di Franklin Templeton volta da un lato allo sviluppo e all’ampliamento dell’offerta di prodotti e dall’altro in termini d’impegno a rispondere alle esigenze degli investitori.  Crediamo che questi Etf Smart beta possano trovare spazio all’interno dei portafogli degli investitori sia retail sia istituzionali.

Quali sono le caratteristiche della vostra gamma Ucits Etf? A cosa si deve il nome LibertyQ?
Il listing iniziale degli Etf Franklin LibertyQ interessa cinque prodotti azionari, tutti focalizzati su strategie Smart beta che si appoggiano su un modello proprietario di Franklin Templeton basato sull’analisi dei fattori (Quality, Value, Momentum e Volatility) che spiegano il comportamento dei singoli titoli e sul fatto che tali fattori non abbiano tutti la stessa importanza.
In breve, i singoli fattori sono:
• Quality: società con crescita stabile degli utili, bilanci solidi e utilizzo efficiente degli asset;
• Value: società valutate in modo attraente rispetto alle valutazioni storiche e che in passato hanno pagato dividendi interessanti;
• Momentum: società che hanno dimostrato buone performance negli ultimi 6/12 mesi;
• Low Volatility: società con variabilità dei rendimenti inferiore alla media.
Le strategie Smart beta multifattoriali di Franklin Templeton consentono di ridisegnare un indice di mercato al fine di migliorare il rapporto rischio/rendimento e di ridurre la sensibilità al beta di mercato.
Tre sono Etf azionari multifattoriali (Global Equity SRI, U.S. Equity, Emerging Markets), mentre  gli altri due Etf (Global Dividend, European Dividend) hanno un obiettivo di income e si concentrano su azioni caratterizzate da costanti ed elevati flussi di dividendi.
Il peso multifattoriale LibertyQ si basa per il 50% sul fattore Quality, per il 30% sul fattore Value e per il 10% su ciascuno dei fattori Momentum e Volatility. Si enfatizzano i fattori Quality e Value perché rispecchiano la filosofia del modus operandi di Franklin Templeton, incentrato su un approccio attivo della selezione dei titoli. I due restanti fattori, Momentum e Volatility, aiutano a limitare i drawdown durante le fasi volatili di mercato e consentono di cogliere i trend durante le fasi rialziste, evitando così di cadere nella trappola di ricercare investimenti solo basati sul Value.
La denominzaione "LibertyQ" nasce dall’associazione con la figura di Benjamin Franklin e dei valori che rappresenta, che sono parte integrante di Franklin Templeton; inoltre, se “Liberty” indica la liberà di scelta di cui dispongono gli investitori per effettuare i propri investimenti, la lettera “Q” rappresenta la metodologia quantitativa delle strategie Smart beta combinata con la ricerca fondamentale.

Perché c’è questo grande interesse per le strategie Smart beta? Potrebbe essere solo la “moda del momento”?
Per diversi decenni, gli indici ponderati sulla capitalizzazione di mercato sono stati la base di un approccio passivo agli investimenti. Questi indici tradizionali (approccio passivo) pesano i titoli sulla base della capitalizzazione di mercato di ciascuna società, il che significa che le società più grandi e costose rappresentano la porzione maggiore in un indice. Questi indici incrementano la loro allocazione a titoli che registrano un rialzo, e riducono la loro esposizione a quelli che subiscono un ribasso, senza prendere in considerazione se i titoli siano sopravvalutati o sottovalutati, il che potrebbe portare a concentrasi su titoli sopravvalutati nonché su certi settori e Paesi (es. il 2% delle società dell’Msci Acwi rappresenta il 26% dell’indice, i tre più grandi paesi nell’Msci Emerging Markets rappresentano il 53% dell’indice).
Per ovviare ad alcune criticità di questo approccio tradizionale, sono emerse nel mercato metodologie più avanzate di costruzione dell’indice. Una di queste metodologie, denominata Smart beta, costruisce gli indici sulla base di criteri diversi rispetto alla capitalizzazione di mercato. Si tratta di un approccio quantitativo che sistemicamente analizza, seleziona, pesa e ribilancia le posizioni di portafoglio sulla base di determinate caratteristiche, chiamate fattori, che spiegano il comportamento rischio/rendimento di un titolo nel corso del tempo.
Non pensiamo che quella degli Smart beta sia una “moda del momento”, in quanto la ricerca accademica inizia negli anni ‘30 con l’identificazione dei fattori Quality e Value, e ha ritrovato slancio negli ultimi 7 anni. Questo spiega l'importante crescita degli Etf Smart beta in Europa, con cifre che si avvicinano ai 54 miliardi di euro (a settembre 2017).
I primi Etf Smart beta replicavano indici basati su un singolo fattore (Quality, Value, Momentum, Volatility) e lasciavano all’investitore la scelta, non sempre facile, di identificare il “miglior” fattore per quel determinato contesto di mercato. Il passo successivo è stato quello di creare strategie multifattoriali con uguale ponderazione dei fattori. L’approccio multifattoriale proposto da Franklin Templeton è un’ulteriore innovazione, in quanto pondera i fattori strategicamente (non tutti sono uguali nel determinare il valore di un titolo).
Le nostre strategie Smart beta multifattoriali:
• considerano il ruolo di ciascun fattore in modo diverso nel determinare gli andamenti di un titolo;
• migliorano la diversificazione di portafoglio;
• consentono di ridisegnare un indice di mercato al fine di migliorare il rapporto rischio/rendimento e ridurre la sensibilità al beta di mercato;
• consentono di cogliere le migliori opportunità nel medio/lungo periodo, senza dover individuare in ogni momento il miglior fattore per un certo contesto di mercato.
Queste strategie possono, così, essere utilizzate per sostituire strategie passive (indici ponderati per la capitalizzazione di mercato) e per integrare fondi gestiti attivamente.

Quale sarà il vostro approccio al mercato italiano?
Riteniamo che la gamma di Etf  Franklin LibertyQ sia un complemento della gamma di fondi attivi di Franklin Templeton e che possa offrire ai clienti soluzioni d’investimento addizionali. Nel mercato italiano ci rivolgeremo, inizialmente, agli investitori istituzionali (enti previdenziali, assicurazioni, gestioni) che guardano agli Etf sia per la componente core che per la componente tattica di portafoglio, e successivamente cercheremo di crescere nel mercato retail.
Il nostro approccio al mercato italiano sarà quello di puntare all’innovazione di prodotto in modo da posizionarci in aree non coperte da altri player; a riprova di questa strategia, gli Etf Franklin LibertyQ Global Equity Sri e Franklin LibertyQ Emerging Markets Equity sono i primi Etf multifattoriali nel mercato, nelle rispettive categorie (SRI e Paesi emergenti).