10 luglio 2026

Foschia estiva: più spazio ai settori ciclici, meno concentrazione sulla tecnologia

Tra tensioni in Medio Oriente, difesa e intelligenza artificiale, UBS mantiene una visione costruttiva sui mercati, privilegiando una maggiore diversificazione settoriale e obbligazioni di qualitĂ 

Dal recente vertice NATO ad Ankara sono arrivate nuove conferme sulla volontà di aumentare progressivamente la spesa per la difesa, con l’obiettivo di raggiungere il 5% del Pil entro il 2035. Nel frattempo, in Iran sono riprese le ostilità.
Il petrolio Brent è tornato a sfiorare gli 80 dollari al barile, alimentando il timore che il lento processo di disinflazione delle ultime settimane possa subire una battuta d’arresto temporanea. Di conseguenza, sono aumentati i rendimenti obbligazionari.
Il principale elemento da monitorare resta lo Stretto di Hormuz: pur in presenza di tensioni elevate, entrambe le parti hanno forti incentivi economici a evitare un’interruzione prolungata dei flussi energetici.

Il contesto economico rimane favorevole. Negli Stati Uniti la crescita sta rallentando: a giugno sono stati creati 57.000 nuovi posti di lavoro, meno delle attese, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto estremamente basso, al 4,2%. Questi dati confermano una decelerazione dell’economia, senza però indicare una recessione imminente o la necessità di nuove strette monetarie. Infatti, il mercato azionario ha reagito alla nuova escalation in modo composto, la volatilità è rimasta bassa.
Gli investimenti in difesa, intelligenza
artificiale ed elettrificazione rappresentano un motore per la crescita degli utili. Microchip e IA movimentano risorse ingenti: Samsung Electronics, ad esempio, prevede un aumento degli utili del secondo trimestre di 19 volte grazie alla domanda di chip di memoria.

Ciononostante, qualche tensione nel comparto tecnologico inizia a emergere. L’emissione obbligazionaria da 25 miliardi di dollari di Amazon questa settimana ha attirato una domanda più debole rispetto a quella da 37 miliardi di dollari all’inizio dell’anno, portando il debito emesso da Amazon nell’ultimo anno a circa 107 miliardi di dollari.
La spesa degli hyperscaler, i conglomerati tecnologici che dominano gli indici azionari, per l’intelligenza artificiale sarà sempre più finanziata tramite emissioni di debito e azioni, poiché gli investimenti superano i flussi di cassa operativi. Al momento, il debito emesso da questi colossi appare comunque gestibile.

Guardando al futuro, un punto di attenzione riguarda il valore di lungo termine dei semiconduttori, principali motori della performance delle Borse quest’anno. Come già accaduto in altri settori (automotive, telecomunicazioni, elettronica, software ecc..), potrebbero emergere concorrenti in grado di offrire tecnologie simili a basso costo o soluzioni innovative come il Quantum computing, portando a un cambio di paradigma.

A livello di mercato, è positivo che la performance degli ultimi mesi sia stata meno dipendente da un ristretto gruppo di titoli tecnologici. La narrazione dei mercati è cambiata rispetto a un anno fa: finanziari, industriali e altri settori ciclici stanno assumendo un ruolo più rilevante.

Le tensioni geopolitiche non si possono ignorare, ma per il momento manteniamo una visione costruttiva sull’azionario globale, sfruttando le valutazioni raggiunte dalla tecnologia e la concentrazione degli indici su questo settore per diversificare verso altri comparti meno affollati come industria, farmaceutica, consumi discrezionali in Europa.


Gli ultimi mesi sono stati deludenti per il mercato obbligazionario, che non ha mai pienamente recuperato dall’inizio della guerra in Iran. In questo contesto incerto, le Banche centrali probabilmente manterranno una retorica cauta, ma ci aspettiamo rendimenti in moderazione nell’ultima parte dell’anno, con un possibile recupero delle obbligazioni di qualità a breve e medio termine.
(Analisi a cura di Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer, UBS WM Italy, UBS Europe SE, Succursale Italia)