13 luglio 2026

Il FMI rivede al ribasso le previsioni di crescita globale; focus su inflazione e IA

BNPP AM segnala che crescita e inflazione 2026 saranno contrastate: FMI taglia stime, inflazione aumenta, mentre la spesa in IA crea un superciclo con impatti geopolitici e industriali

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita economica mondiale per il 2026 al 3%, rispetto al 3,1% previsto ad aprile. Questo modesto peggioramento riflette l’impatto persistente del conflitto in Medio Oriente e della frammentazione commerciale, ma è in parte compensato dai progressi nel campo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, il FMI prevede che la crescita torni a salire al 3,4% nel 2027. Nel contempo, prevede inoltre che l’inflazione complessiva a livello globale salirà al 4,7% nel 2026, in aumento rispetto al 4,1% del 2025, per poi scendere al 3,9% nel 2027.

Inflazione in US e Cina a due velocità
Sebbene i funzionari della Federal Reserve siano divisi sulla futura direzione della politica monetaria, prevedono che l’inflazione rimanga elevata nel breve termine, come emerge dal verbale della loro prima riunione sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. A giugno hanno deciso di mantenere invariati i tassi d’interesse al 3,5/3,75%, riflettendo i timori relativi ai rischi di un aumento dell’inflazione. Tuttavia, secondo alcuni responsabili politici il tasso dei fondi federali si sarebbe attestato all’interno o leggermente sotto l’attuale intervallo obiettivo alla fine di quest’anno, mentre secondo altri sarebbe stato più elevato. Come si legge nel verbale, “I partecipanti hanno sottolineato che le loro future azioni politiche dipenderanno dalle informazioni che riceveranno”.

A giugno l’inflazione annuale in Cina è aumentata più lentamente del previsto, poiché i costi elevati dell’energia hanno continuato a penalizzare la domanda interna. L’indice dei prezzi al consumo è aumentato dell’1%, un dato inferiore alle aspettative del mercato, pari all’1,1%, e in calo rispetto all’1,2% registrato a maggio. Anche l’inflazione di fondo, che esclude i prezzi più volatili dei generi alimentari e dell’energia, è aumentata dell’1%, in calo rispetto all’1,1% del mese precedente. Da un altro punto di vista, secondo un nuovo rapporto, la Banca Mondiale prevede che la crescita dell’economia cinese rallenterà al 4,4% nel 2026 e al 4,3% nel 2027, rispetto al 5,0% del 2025, a causa della persistente debolezza della domanda interna.

L’iperconcentrazione degli investimenti in IA
La spesa in conto capitale nel settore dell’intelligenza artificiale (IA) nel 2026 riflette una concentrazione senza precedenti degli investimenti negli Stati Uniti, in Corea del Sud, a Taiwan e in Giappone, con impegni per circa 835 miliardi di dollari da parte dei soli principali hyperscaler statunitensi (vedi grafico 1). Ciò evidenzia un cambiamento strutturale nel modo in cui tecnologia e politica industriale si intrecciano: i governi e le aziende non considerano più le infrastrutture per l’IA come un elemento facoltativo, ma come un imperativo strategico. I conglomerati coreani, che fanno parte delle catene di approvvigionamento per l’IA, stanno aumentando gli investimenti per far fronte alla crescente domanda di capacità di calcolo. L’attuale governo giapponese ha recentemente annunciato un piano di investimenti su quattordici anni che prevede un sostegno stimato in 600 miliardi di dollari a favore dell’IA e dei semiconduttori. Nel loro insieme, questi e altri impegni indicano che gli investimenti nelle infrastrutture per l’IA stanno entrando in un superciclo pluriennale destinato a stimolare la crescita.

Grafico 1: Superciclo pluriennale di investimenti in IA



Nota: I Paesi citati nel grafico fanno parte dell'ecosistema di spesa degli Stati Uniti per l'IA. La Cina sta guidando un progresso tecnologico indipendente nel campo dell'intelligenza artificiale. Le previsioni post 2028 per gli Usa e post 2026 per tutti gli altri Paeso sono estrapolazioni basate su impegni pluriennali annunciati e traiettorie di crescita degli analisti, non su previsioni annuali pubblicate. Per la Corea del Sud e il Giappone, i dati sono annualizzazioni lineari di piani decennali e quattordicennali.
Fonte: Bloomberg, a luglio 2026.


I dati chiave della settimana
Martedì, gli Stati Uniti pubblicheranno una stima preliminare dell’inflazione per giugno: a maggio il tasso annuo era salito al 4,2%. Mercoledì, la Cina pubblicherà i dati sulla crescita del Pil del secondo trimestre, mentre la Banca del Canada si riunirà per prendere una decisione sui tassi d’interesse. Giovedì, il Regno Unito pubblicherà il tasso di crescita del Pil relativo al mese di maggio. Venerdì, l’Eurozona pubblicherà la stima definitiva del tasso d’inflazione di giugno: secondo i dati più recenti, il tasso si è attestato al 2,8% a giugno, in calo rispetto al 3,2% di maggio.
Analisi a cura del team di BNP Paribas Asset Management)