14 luglio 2026
La riaccelerazione globale rafforza il potenziale dei mercati emergenti
Nel suo Mid year Outlook 2026, Invesco evidenzia il potenziale di crescita di molti mercati emergenti, che continuano a offrire valutazioni interessanti e le cui posizioni fiscali sono spesso migliori rispetto a quelle di alcuni mercati sviluppati
Se la nostra previsione di un indebolimento del dollaro nel corso dell’anno si rivelasse corretta, ci aspettiamo una buona performance dei mercati azionari e dei mercati non statunitensi, in particolare dei mercati emergenti. A nostro avviso, gli asset dei mercati emergenti dovrebbero beneficiare della riaccelerazione dell’economia globale. Alcuni potrebbero trarre vantaggio dall’aumento dei prezzi delle materie prime, altri dall’esposizione al tema dell’IA. Inoltre, molti mercati emergenti continuano a offrire valutazioni interessanti.
Nel nostro Outlook 2026 avevamo previsto che gli asset dei mercati emergenti avrebbero continuato a sovraperformare. Questa opinione si basava su tre elementi:
- l’aspettativa di un’accelerazione dell’economia globale;
- la previsione che l’allentamento monetario della Fed avrebbe indebolito il dollaro;
- la convinzione che gli asset dei mercati emergenti presentassero valutazioni relativamente interessanti.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha reso il quadro più complesso. L’impennata dei prezzi dell’energia favorisce i Paesi emergenti esportatori di energia, ma può rappresentare un problema per gli importatori, in particolare per molti Paesi asiatici. Inoltre, la Fed, insieme ad altre Banche centrali, ha sospeso il percorso di allentamento monetario, e il dollaro si è leggermente rafforzato.
Questo scenario, unito ai timori sulla crescita globale, avrebbe potuto compromettere la performance degli asset dei mercati emergenti. Tuttavia, l’eventuale impatto negativo sembra essere stato di breve durata. Il grafico 1 mostra che, da inizio anno, le azioni dei mercati emergenti hanno continuato a sovraperformare rispetto a quelle dei mercati sviluppati. Ci aspettiamo inoltre che la Fed riprenda a ridurre i tassi nella seconda metà dell’anno.
Grafico 1: Le azioni dei mercati emergenti tendono a sovraperformare quando il dollaro si indebolisce
Fonte: Bloomberg L.P. e Invesco Strategy & Insights, dal 1 gennaio 1995 al 31 maggio 2026.
A nostro avviso, questo dovrebbe contribuire a un ulteriore indebolimento del dollaro, un fattore che storicamente ha sostenuto la performance degli asset dei mercati emergenti. In generale, i mercati emergenti si sono dimostrati più resilienti del previsto. Secondo la nostra analisi, le loro posizioni fiscali sono spesso migliori rispetto a quelle di alcuni mercati sviluppati, le rispettive Banche centrali dispongono di maggiore margine per tagliare i tassi e le pressioni inflazionistiche sono meno intense.
Alcuni mercati emergenti hanno inoltre beneficiato del tema dell’IA. Corea del Sud e Taiwan, ad esempio, stanno registrando dati eccezionalmente positivi. La crescita del Pil in entrambi i Paesi sta accelerando ben oltre le attese, non solo grazie alla ripresa delle esportazioni, ma anche per il miglioramento della componente dei consumi interni. Le stime di consenso indicano per l’Msci Korea una crescita degli utili per azione nel 2026 superiore al 200%.
Quando lo Stretto di Hormuz riaprirà, ci aspettiamo un calo dei prezzi dell’energia. Questo potrebbe penalizzare gli esportatori di energia, ma dovrebbe favorire il resto del mondo. Per questo motivo, riteniamo che l’eventuale interruzione della crescita globale sarà temporanea e che l’economia possa riaccelerare nella seconda metà del 2026. Che si tratti di azioni, obbligazioni o valute, manteniamo un’opinione positiva sugli asset dei mercati emergenti.
(Analisi a cura di Benjamin Jones, Global Head of Research di Invesco)