24 luglio 2026

Defence: dai conti dei big emerge il nuovo ciclo della difesa aerea

Le ultime trimestrali dei grandi gruppi della difesa confermano che l'aumento della domanda militare sta assumendo una dimensione sempre più industriale; il direttore della ricerca di HANetf, offre la sua view sulla corsa al riarmo di scala globale

Nella giornata di ieri, i risultati di Lockheed Martin, RTX e Thales hanno restituito un quadro comune: la domanda di missili, intercettori, radar e sistemi di difesa aerea continua a crescere, con un aumento della produzione e degli ordini, nonché dei ricavi, per alcuni dei principali gruppi internazionali della difesa.

Le azioni di Lockheed Martin e RTX sono salite rispettivamente di circa l'11% e il 7%, dopo la pubblicazione di solidi risultati del secondo trimestre. Il dato più significativo emerso dai conti riguarda però la necessità di aumentare la cosiddetta "magazine depth", ossia la disponibilità di scorte più ampie di missili e intercettori. Si stima che il conflitto in corso con l'Iran possa aver consumato oltre la metà delle scorte statunitensi precedenti alla guerra per alcune munizioni chiave e, per ricostituire le dotazioni di sistemi come Patriot e THAAD, potrebbero essere necessari almeno tre anni.

I produttori stanno rispondendo aumentando la capacità industriale. Missiles and Fire Control è stata la divisione di Lockheed Martin con la crescita più rapida nel trimestre, con vendite in aumento del 19% su base annua, sostenute principalmente dalla maggiore produzione di intercettori PAC-3 e THAAD e di missili PrSM.

Raytheon, la divisione di RTX attiva nei sistemi missilistici e di difesa aerea, ha registrato una crescita delle vendite del 18%, grazie ai maggiori volumi dei programmi Patriot, Standard Missile e AMRAAM. RTX ha inoltre dichiarato di aver più che raddoppiato nel primo semestre la produzione delle munizioni critiche di Raytheon.

Lockheed Martin ha firmato un accordo pluriennale da 35 miliardi di dollari per il sistema THAAD e sta collaborando con Rheinmetall per avviare la produzione di ATACMS in Europa.

La stessa tendenza emerge dai risultati semestrali di Thales. Le azioni del gruppo francese sono salite di circa il 5%, dopo che la società ha riportato ricavi per 10,95 miliardi di euro, in crescita del 6,7% su base annua, e nuovi ordini per 12,47 miliardi, in aumento del 21%.

L'Europa ha rappresentato il 56% dei nuovi ordini e il 64% delle vendite, confermando che il riarmo europeo continua a tradursi in contratti e ricavi. L'accelerazione più marcata è arrivata tuttavia dal Medio Oriente, dove gli ordini acquisiti da Thales hanno raggiunto 1,24 miliardi di euro, circa il 200% in più rispetto all'anno precedente.
Thales non ha fornito il dettaglio completo degli ordini regionali, ma la sua presenza nell'area comprende sistemi come i radar di sorveglianza aerea Ground Master, utilizzati per rilevare e tracciare droni e altre minacce aeree.

Nel complesso, i risultati delle tre società evidenziano una dinamica comune: la priorità non è soltanto acquistare nuovi sistemi, ma ampliare rapidamente la capacità produttiva, ricostituire le scorte e rafforzare le difese aeree negli Stati Uniti, in Europa e in Medio Oriente.
(Analisi a cura di Tom Bailey, Head of Research di HANetf)