29 luglio 2026

Gilt: occhi puntati su Andy Burnham

Secondo gli esperti di J.P. Morgan, considerato che nel Regno Unito i rialzi dei tassi sono ancora in parte scontati dai mercati e che ci aspettiamo che il costo del denaro resti a lungo invariato, senza ulteriori inasprimenti, il segmento breve sembra offrire un rapporto favorevole tra rischio e rendimento

Il Regno Unito ha un nuovo primo ministro, ma resta il difficile equilibrio tra lo scarso margine di manovra fiscale e la vigilanza dei mercati obbligazionari. Nel Bond Bulletin di questa settimana analizziamo gli effetti dell’arrivo di Andy Burnham a Downing Street sui tassi d’interesse britannici e i motivi che finora hanno indotto i mercati ad accogliere la transizione con relativa compostezza, senza cedere all’ansia.

Fondamentali
Andy Burnham si è insediato questa settimana al numero 10 di Downing Street, sostituendo ufficialmente Keir Starmer alla carica di primo ministro del Regno Unito. Essendo uno degli esponenti più di sinistra del partito laburista, inizialmente la sua nomina è stata accolta con preoccupazione dai mercati dei titoli di Stato britannici (Gilt) che temevano una gestione più permissiva delle finanze pubbliche rispetto all’era di Starmer e Reeves.
Finora, i mercati sono stati in qualche modo rassicurati dall’impegno di Burnham a rispettare le politiche già adottate. Ciò è bastato a contenere eventuali premi al rischio politico. Burnham, tuttavia, ha già annunciato una serie di misure a breve termine che allentano leggermente la politica di bilancio, tra cui l’eliminazione dell’Iva dalle bollette dell’energia elettrica da ottobre ad aprile (che incidono su questo esercizio finanziario per circa 850 milioni di sterline), lo stanziamento di 340 milioni di sterline per contrastare il problema dei senzatetto e l’introduzione di un limite massimo di 2 sterline sui biglietti degli autobus (circa 300 milioni di sterline l’anno). In attesa che questi impegni si concretizzino, il mercato si aspetta politiche che aumentino il gettito fiscale.
Inoltre, la nomina di John Healey a Cancelliere dello Scacchiere ha contribuito a tranquillizzare gli operatori che lo considerano una figura più favorevole ai mercati, in un momento in cui la credibilità conta.
Ciò nonostante, i mercati dei Gilt continueranno a monitorare attentamente le modalità adottate dalla nuova leadership per definire e attuare la politica fiscale nei prossimi mesi. Ogni modifica ereditata dal governo precedente in materia di imposte, spesa e margine di bilancio sarà esaminata con estrema attenzione e i toni che accompagneranno la prima manovra di bilancio di questa amministrazione indicheranno con chiarezza quali siano le sue intenzioni. Burnham e Healey, tuttavia, entrano in gioco quando il contesto nazionale è leggermente più favorevole ai Gilt.
Questa settimana l’inflazione è scesa al 2,6%, indicando che gli effetti di secondo impatto dei rincari dell’energia si stanno rivelando più contenuti di quanto non si temesse. Ciò avvalora l’ipotesi che quest’anno, verosimilmente, la Banca d’Inghilterra non aumenterà i tassi, garantendo a Burnham un terreno meno impervio a inizio mandato. Queste prospettive positive potrebbero però essere messe a repentaglio da una forte riacutizzazione delle tensioni in Medio Oriente e da una nuova impennata dei prezzi del petrolio, dinamiche che potrebbero complicare le tesi disinflazionistiche e costringere i mercati a riconsiderarle.

Valutazioni quantitative
Nel mese di luglio, i rendimenti dei Gilt si sono sostanzialmente allineati a quelli degli altri titoli sovrani dei Paesi sviluppati, risentendo più dei timori globali riguardanti il Medio Oriente che non di fattori interni specifici. Di conseguenza, i rendimenti restano vicini ai massimi da inizio anno (al 22 luglio 2026 il rendimento dei Gilt decennali era del 5,06%; vedi grafico 1).
L’arrivo di un nuovo governo innalza inevitabilmente il livello del rischio politico, ma la conseguenza pratica in questo caso è che le valutazioni sono relativamente interessanti. Scorgiamo particolari opportunità nel segmento breve della curva, che risente maggiormente di un contesto economico in cui l’inflazione rallenta. Considerato che i rialzi dei tassi sono ancora in parte scontati dai mercati e che ci aspettiamo che il costo del denaro resti a lungo invariato, senza ulteriori inasprimenti, il segmento breve sembra offrire un rapporto favorevole tra rischio e rendimento.
La nostra idea di una prolungata politica attendista da parte della Banca d’Inghilterra si fonda sul nostro scenario di base secondo cui, alla fine, il conflitto mediorientale si risolverà e i prezzi dell’energia caleranno. Tuttavia, è chiaro che le relazioni tra Stati Uniti e Iran sono fragili e che la bilancia dei rischi potrebbe tornare velocemente a pendere per uno scenario inflazionistico, ipotesi che potrebbe ripercuotersi negativamente sul segmento breve della curva dei rendimenti del Regno Unito.

Grafico 1: I rendimenti dei Gilt 10Y si avviucinano ai massimi da inizio anno



Fonte: Refinitiv, al 23 luglio 2026.


Fattori tecnici
Il posizionamento offre un ulteriore motivo di ottimismo. Il mercato rimane strutturalmente lungo nei titoli di Stato britannici, a testimonianza di un quadro fondamentale generalmente positivo. Tuttavia, nelle ultime settimane, gli investitori hanno ridotto l’esposizione. Questo ridimensionamento delle posizioni più battute è uno sviluppo positivo, in quanto riduce il rischio di un’improvvisa uscita e lascia margini di ingresso più ampi a nuovi compratori.
A margine, anche i fattori tecnici stanno migliorando sulla scia del recente provvedimento di adeguamento dei requisiti di riserva obbligatoria delle banche, rendendo più conveniente detenere Gilt e gestire portafogli di pronti contro termine. A parità di condizioni, ciò dovrebbe tradursi in un’ulteriore fonte di domanda strutturale di Gilt, favorendo la densità del mercato e contribuendo ad assorbire l’offerta.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
Il cambio di leadership incide sulle prospettive immediate dei tassi d’interesse in misura minore che non la continuità delle politiche di bilancio e queste finora sembrano invariate. Il segmento breve della curva dei Gilt offre l’opportunità più convincente. Fintanto che Burham rispetterà la disciplina di bilancio voluta dal governo precedente, il portafoglio a breve termine continuerà a essere remunerativo, mentre l’inflazione prosegue la sua discesa e la Banca d’Inghilterra mantiene invariato il costo del denaro.
(Analisi a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management)