04 agosto 2026

Perché gli investitori puntano sulle azioni europee

Il Team Global Equity di Robeco propone un’analisi sulle azioni europee, che dopo anni in ombra tornano a essere un'opportunità strategica per i portafogli grazie a una minore concentrazione, valutazioni interessanti e un'esposizione settoriale più equilibrata

Dopo anni di deflussi dalle strategie attive sull'azionario europeo, dovuti in parte alla sottoperformance relativa e al forte richiamo dei titoli tecnologici statunitensi a mega capitalizzazione, l'interesse degli investitori per la regione sta iniziando a risalire.
Diversi fattori sostengono l'idea di riconsiderare l'Europa.

Le azioni europee continuano a essere scambiate a valutazioni chiaramente più interessanti rispetto alle controparti statunitensi, con uno sconto medio, sulle diverse metriche di valutazione, superiore al 40% (sconto medio basato su P/E, P/E prospettico, P/B e 1/DY), come mostra un rapporto prezzo/utili prospettico pari a 14,8 volte in Europa contro 21,7 volte negli Stati Uniti (sconto medio basato su rapporto prezzo/utili, P/E prospettico, rapporto prezzo/valore contabile e rendimento da dividendo inverso per Msci Europe rispetto a Msci Usa). Allo stesso tempo, l'Europa offre un profilo settoriale più equilibrato tra finanziari (23,71%), industriali (19,32%) e Healthcare (12,9%), senza che un singolo settore domini l'indice, a differenza degli Stati Uniti dove il solo settore dell'Information technology pesa per il 38,33% (fonte: MSCI, Robeco, al 29 maggio 2026).

L'Europa è anche molto meno concentrata su singoli titoli: i suoi dieci maggiori componenti rappresentano solo il 20,6% dell'indice, contro il 38,4% negli Stati Uniti (fonte: “Old World, new money: Are European equities making a comeback?”, giugno 2025). Molte grandi società europee generano una quota significativa dei ricavi al di fuori dell'Europa, offrendo agli investitori un'esposizione a modelli di business globali anziché a una dinamica puramente domestica o regionale. Pertanto, per gli investitori che desiderano riequilibrare i portafogli, ridurre la dipendenza da un ristretto gruppo di titoli a mega capitalizzazione e ampliare l'esposizione geografica, le azioni europee possono svolgere un ruolo prezioso.

La storia dimostra che, nel tempo, la leadership tra Stati Uniti ed Europa si è alternata. La recente sovraperformance delle azioni europee (vedi grafico 1) può quindi essere un primo segnale che gli investitori stanno iniziando a rivalutare un mercato a lungo trascurato.

Grafico 1: Performance relativa delle azioni europee (Msci Europe) rispetto a quelle statunitensi (Msci Usa)



Nota: Un nuovo ciclo ha inizio dopo il picco di mercato che in precedenza ha sovraperformato quando il mercato che in precedenza ha sovraperformato ha superato di almeno il 20% il minimo precedente
Fonti: Robeco, LSEG, MSCI, da gennaio 1970 a maggio 2026, su indici Total Return in Usd.


Un mercato eterogeneo in cui orientarsi
Cogliere l'opportunità offerta dalle azioni europee non significa semplicemente effettuare un'ampia allocazione regionale. L'Europa è un mercato eterogeneo, che comprende numerosi Paesi, valute, settori e modelli di business: un terreno fertile, ma complesso, per gli investitori attivi.
Questo rende un approccio sistematico particolarmente adatto al contesto europeo. Anziché affidarsi a un'unica visione di mercato o a una scelta binaria sulla rotazione regionale, un processo quantitativo può valutare in modo coerente un ampio universo di titoli, utilizzando molteplici driver di rendimento come value, quality, momentum, revisioni degli analisti e segnali di breve termine, individuando opportunità interessanti in tutto il mercato e riducendo al contempo la dipendenza da un singolo fattore, settore o stile.
(Analisi a cura del Team Global Equity di Robeco)