05 agosto 2026

La lezione del caso Coldcard e il ruolo degli Etp nella custodia di bitcoin

Un'analisi di Bitwise esplora come l'episodio Coldcard evidenzi, da una parte i rischi operativi e le responsabilità nella custodia, dall’altra le specifiche caratteristiche e i vantaggi degli Etp sugli asset digitali per gli investitori

Dopo il recente attacco che ha interessato alcuni hardware wallet Coldcard e che, secondo le ricostruzioni più recenti, avrebbe determinato la sottrazione di oltre 100 milioni di dollari in bitcoin, il tema della custodia degli asset digitali torna al centro dell'attenzione.
Sull'episodio e sul delicato equilibrio tra controllo diretto degli asset, sicurezza operativa e soluzioni di custodia professionale interviene André Dragosch, Head of Research Europe di Bitwise, che commenta:"Il recente attacco che ha colpito alcuni hardware wallet Coldcard ricorda perché, in primo luogo, esistono soluzioni di custodia di livello istituzionale: la logica è la stessa che, storicamente, ha portato a proteggere l'oro nei caveau delle banche o presso le zecche di Stato. L'autocustodia (self custody) offre ai singoli detentori il pieno controllo sui propri asset, ma tale controllo comporta anche la responsabilità esclusiva della gestione delle chiavi private, con conseguenze potenzialmente gravi in presenza di un singolo punto di vulnerabilità”.

Sia la self custody sia gli investimenti indiretti presentano vantaggi e svantaggi”, spiega Dragosch. “La self custody riduce il rischio di controparte, ma ne introduce altri, come il rischio di furto, perdita o danneggiamento. Per le istituzioni, inoltre, gestire internamente la custodia degli asset digitali può accrescere i rischi operativi: è necessario assumere personale specializzato, con un conseguente aumento dei costi e l'introduzione di ulteriori fattori di rischio, tra cui la dipendenza da figure chiave e la gestione degli obblighi normativi. Per questo motivo, molti investitori, sia privati sia istituzionali, preferiscono soluzioni di custodia dotate di ulteriori livelli di sicurezza e conformi agli standard più avanzati disponibili”.

“Gli Etp regolamentati su bitcoin e criptovalute ne sono un esempio: gli asset sono generalmente affidati a custodian professionali, protetti attraverso protocolli multisignature e sottoposti a una rendicontazione periodica e trasparente”, prosegue l’esperto di Bitwise. “Per molte istituzioni, gli Etp rappresentano inoltre una soluzione efficiente in termini di costi e facilmente integrabile nei sistemi di trading e reporting già esistenti. Non si tratta di escludere del tutto la custodia diretta degli asset, ma di riconoscere che investitori diversi hanno differenti propensioni al rischio ed esigenze operative e che un'infrastruttura di custodia quanto più possibile solida dal punto di vista tecnico rappresenta uno degli strumenti per rispondere a tali esigenze”.

Un ulteriore livello di tutela può derivare dal coinvolgimento di soggetti indipendenti nel processo di autorizzazione delle transazioni. Nel caso degli ETP Bitwise, ad esempio, qualsiasi movimentazione degli asset richiede anche l'approvazione di un amministratore indipendente, dotato di un diritto di veto giuridicamente vincolante. Una struttura di questo tipo mira a ridurre sia il rischio di errori operativi sia quello di condotte improprie”, conclude Dragosch.