“Nelle ultime settimane i mercati finanziari sono stati contrassegnati da una forte volatilità nel settore tecnologico, con oscillazioni particolarmente marcate nel comparto dei semiconduttori. Un esempio significativo arriva dalla Corea del Sud, il cui listino si è quasi dimezzato nell'arco di cinque settimane, pur conservando un progresso di circa il cinquanta percento da inizio anno. Parallelamente, anche i colossi tecnologici statunitensi hanno registrato movimenti intraday a doppia cifra”, osseva Vincenzo Vedda, Chief Investment Officer di DWS. “I mercati avranno bisogno di ulteriore tempo per valutare se le correzioni recenti abbiano ripulito a sufficienza le quotazioni. Stiamo comunque approfittando dei ribassi nel segmento dei semiconduttori per rivedere al rialzo la nostra view”.
“Se da un lato il momentum degli utili dei produttori di chip di memoria appare ciclico (rendendo difficilmente sostenibili nel lungo periodo margini netti nell'ordine del 60%), dall'altro l'offerta cresce a ritmi contenuti a fronte di una domanda in continua espansione. Per questa ragione, i crolli di prezzo arrivati fino al sessanta percento, in parte accentuati da vendite forzate legate alla leva finanziaria, vengono interpretati come una reazione eccessiva del mercato”, prosegue Vedda.
“Non mancano tuttavia elementi di cautela. Esiste il rischio che gli investimenti nei data center possano raggiungere il picco entro il 2028, mentre l'aumento dei rendimenti obbligazionari e il rapido allargamento dei costi di assicurazione sul rischio di default per i fornitori neocloud rappresentano segnali da monitorare con attenzione. Reazioni eccessive si sono osservate anche nel software e nei servizi globali, dove la forte pressione sulle quotazioni ha portato il rapporto prezzo/utili da un valore di 28 nel settembre 2025 all'attuale 18, creando i presupposti per riportare il giudizio sul settore a neutrale”, conclude Vedda.
“Sul fronte macroeconomico, si nota un cauto miglioramento delle aspettative aziendali in Germania, evidenziato dal terzo rialzo consecutivo dell'indice Ifo a luglio, a fronte tuttavia di un giudizio ancora debole sulla situazione corrente”, commenta Dirk Schlueter, Head of CROCI Investment Strategies, DWS. “Negli Stati Uniti si registra invece una contrazione della fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board, condizionata dai timori sulla crescita e sul mercato del lavoro. In questo contesto, sia la Federal Reserve sia la Banca Centrale Europea hanno mantenuto invariati i tassi di riferimento. La futura traiettoria della politica monetaria statunitense appare tuttavia più complessa da decifrare, dato che il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, intende ridurre le indicazioni esplicite ai mercati lasciando che siano gli operatori a interpretare i dati economici”.
“Nel frattempo, l'inflazione nell'Eurozona e in Germania resta al di sopra dell'obiettivo del 2%, attestandosi a luglio rispettivamente al 2,9% e al 2,8%, trainata principalmente dai rincari energetici. Tra i principali fattori di rischio sullo sfondo figurano le tensioni geopolitiche nel Golfo, con possibili ripercussioni sui prezzi del petrolio, e l'eventuale incertezza sulla volontà della Fed di fornire liquidità sufficiente in caso di deterioramento dello scenario”, segnala Schlueter.
“Per quanto riguarda i mercati azionari, osservando le prospettive del settore sanitario attraverso la metodologia CROCI, negli ultimi anni il comparto non ha tenuto il passo della tecnologia, guidata dall'euforia per l'intelligenza artificiale, che ha portato la capitalizzazione del tech statunitense a superare di tre volte quella del sanitario, mentre un decennio fa i due settori si equivalevano. La debolezza attuale penalizza soprattutto le aziende farmaceutiche esposte alla scadenza di brevetti entro il 2030. Il mercato sta scontando uno scenario estremo, ipotizzando una perdita permanente del quaranta percento degli utili economici senza alcun ricambio nelle pipeline di prodotto”.
“Una dinamica simile si era già verificata nei primi anni duemila e si era poi tradotta in una grande opportunità d’investimento, con le aziende capaci di rinnovare il proprio portafoglio dopo una contrazione temporanea. Oggi anche le società sanitarie prive di criticità sui brevetti appaiono sottovalutate, pur avendo il potenziale per diventare tra le maggiori beneficiarie della seconda fase della rivoluzione dell'intelligenza artificiale, quando il valore si sposterà verso gli utilizzatori della tecnologia e la ricerca medica trarrà vantaggio da uno sviluppo di farmaci più rapido ed efficace”, termina Schlueter.
Grafico 1: Confronto tra gli utili economici nei settori dell'informatica e della sanità

Fonte: DWS, CROCI, al 1 luglio 2026.
Sul fronte dell'allocazione multiasset, Vera Fehling, Chief Investment Strategist DWS per l'Europa Occidentale, sottolinea come “la recente volatilità renda la diversificazione più fondamentale che mai. DWS mantiene una posizione neutrale sulle azioni, individuando nei mercati emergenti e nel Giappone le aree più interessanti dove la volatilità offre opportunità di ingresso a valutazioni attraenti. Anche l'impostazione sulle obbligazioni rimane neutrale con un'intonazione positiva, nella convinzione che il reddito fisso tornerà a essere competitivo rispetto all'equity nel lungo periodo”.
“Nel mercato delle obbligazioni societarie in euro ad alta qualità si nota una crescente presenza di emittenti statunitensi, in particolare i grandi colossi dell'infrastruttura tecnologica, rappresentando al momento un'opportunità di diversificazione da monitorare verso l'autunno. Manteniamo invece un atteggiamento cauto e sottopesato sulle emissioni ad alto rendimento, dove gli spread attuali non compensano adeguatamente i rischi creditizi”, aggiunge Fehling. “Per quanto concerne i dettagli sui rendimenti obbligazionari, i Treasury statunitensi a dieci anni offrono livelli d'ingresso storicamente interessanti sui massimi degli ultimi vent'anni. Per i Bund tedeschi a dieci anni, attualmente al 3,12%, ci si attende invece una modesta flessione dei rendimenti entro luglio 2027, mentre le obbligazioni dei mercati emergenti, pur a fronte di un profilo di rischio elevato e di correzioni da inizio anno, mantengono rendimenti attraenti”.
“Sui mercati valutari si osserva una maggiore attenzione per le dinamiche dello yen, i cui recenti interventi di sostegno confermano come un'eccessiva svalutazione sia percepita come un rischio globale. La forza del dollaro rispetto all'euro appare giustificata nel breve termine da un momentum di crescita più solido negli Stati Uniti. Nel medio periodo si prevede tuttavia un graduale recupero della divisa europea, favorito dai nodi strutturali della finanza pubblica statunitense e dai rischi geopolitici”. “Infine, per quanto riguarda l'oro, le prospettive indicano un potenziale di rialzo contenuto, con quotazioni destinate a muoversi nei range recenti a causa delle incertezze sull'inflazione e sulle mosse della Federal Reserve”, conclude Fehling.