19 agosto 2026

Il Giappone è tornato: è di nuovo un mercato in cui investire nell'era dell'IA fisica

Secondo State Street, l'inflazione strutturale, l'aumento dei salari, la normalizzazione della politica monetaria della BoJ e il miglioramento dei rendimenti degli investimenti stanno rafforzando il caso d'investimento del Giappone sui mercati azionari, obbligazionari e valutari

Per la prima volta da decenni, il Giappone offre una storia d'investimento interessante nell'azionario, nell'obbligazionario e nelle valute.
L'inflazione strutturale, l'aumento dei salari, il rafforzamento dei rendimenti degli investimenti e la normalizzazione della politica monetaria della BoJ stanno trasformando il Giappone da esportatore di capitali a mercato in cui investire. Mentre Corea e Taiwan potrebbero rimanere i mercati con beta più elevato nel settore dell'intelligenza artificiale (IA), il Giappone si distingue sempre più come espressione diversificata della prossima fase dell'IA. Con il passaggio del Giappone dalla deflazione alla reflazione, gli investitori guardano sempre più al Paese come a un insieme di opportunità, piuttosto che come a un singolo investimento.
La storia più ampia non riguarda soltanto l'IA, ma il riemergere del Giappone come mercato in cui investire e come l'opportunità multiasset più chiara e completa dell'Asia settentrionale.

Azioni: il trade sull'IA si sta spostando verso l'economia fisica
La prima fase dell'IA ha riguardato la costruzione dei "cervelli": semiconduttori e memorie, che hanno alimentato guadagni eccezionali in Corea e Taiwan attraverso un ristretto gruppo di leader di mercato. La fase successiva riguarda invece l'integrazione dell'IA nell'economia fisica, attraverso robotica, automazione, manifattura di precisione e infrastrutture industriali.
Questo dovrebbe giocare direttamente a favore dei punti di forza del Giappone. In quanto anello cruciale della catena di approvvigionamento globale e dell'emergente ecosistema "Pax Silicon" guidato dagli Stati Uniti, il Giappone sta diventando sempre più la spina dorsale dell'implementazione dell'IA fisica. Le aziende giapponesi occupano posizioni chiave nei segmenti delle apparecchiature per semiconduttori, dell'automazione industriale, della robotica, delle macchine utensili, dei sensori e delle infrastrutture industriali, consentendo loro di beneficiare della crescita della domanda di IA indipendentemente da dove questa finirà per emergere.
Anche la demografia rappresenta un ulteriore fattore favorevole. L'invecchiamento della popolazione e la carenza di manodopera nei Paesi sviluppati stanno rendendo l'automazione una necessità economica, rafforzando il ruolo del Giappone man mano che l'IA si estende oltre un ristretto gruppo di hyperscaler e di vincitori nel settore dei semiconduttori, verso applicazioni concrete nel mondo reale.

Obbligazioni: più di una storia di rimpatrio degli investimenti pensionistici
I mercati sono concentrati sulla potenziale domanda di JGB (Japanese Government Bond) da parte dei fondi pensione, ma la storia più importante è il ritorno dei rendimenti e la fine dell'era dei tassi zero in Giappone. Con le banche che detengono circa 400.000 miliardi di yen di liquidità in eccesso e la BoJ che procede gradualmente verso la normalizzazione della politica monetaria, la domanda interna di JGB si sta rafforzando, mentre gli investitori globali tornano a considerare una asset class rimasta in larga misura ignorata per decenni.
La discussione si sta spostando da "Perché detenere JGB?" a "Quanta esposizione ai JGB dovrebbero avere gli investitori?".
Nel breve termine, manteniamo un posizionamento neutrale, mentre gli investitori continuano a ricercare il fair value dopo anni di distorsioni del mercato da parte della BoJ. Nel più lungo periodo, tuttavia, rendimenti superiori al 3% sui JGB decennali e al 4% sui titoli a 30 anni stanno diventando sempre più difficili da ignorare per gli investitori domestici. Per gli investitori esteri, anche i rendimenti coperti dal rischio di cambio restano interessanti, fornendo un'ulteriore fonte strutturale di domanda.

Valute: da valuta di finanziamento a valuta investibile
Sia lo yen sia il won coreano sono stati scambiati negli ultimi anni su livelli prossimi ai minimi pluridecennali, ma le dinamiche sottostanti dei flussi stanno iniziando a divergere. La debolezza della valuta coreana è proseguita nonostante esportazioni record di semiconduttori e solidi utili trainati dall'IA, poiché gli investitori esteri hanno progressivamente preso profitto dopo il rally guidato dal settore dei semiconduttori.
La storia del Giappone è diversa. I recenti interventi di Stati Uniti e Giappone e un percorso potenzialmente più rapido di normalizzazione della BoJ dovrebbero contribuire a porre un limite alla debolezza dello yen. Per anni, la valuta è stata penalizzata da rendimenti estremamente bassi, tassi reali negativi e persistenti deflussi di capitali. Questi fattori non scompariranno da un giorno all'altro, ma il contesto sta cambiando.
Rendimenti domestici più elevati, la normalizzazione della BoJ, una corporate governance più solida, l'aumento degli investimenti diretti esteri e il miglioramento dei rendimenti degli investimenti stanno rendendo gli asset giapponesi sempre più competitivi. Anche i fondamentali del Giappone restano solidi, sostenuti da un avanzo delle partite correnti pari a circa il 5% del Pil e da un rapporto debito netto/Pil in diminuzione.
Un fattore sottostimato è rappresentato dai flussi legati alle coperture valutarie. Mentre gli investitori esteri hanno ridotto l'esposizione all'azionario coreano, sono rimasti in larga misura investiti in Giappone, spesso con elevati livelli di copertura per beneficiare del premio di copertura. Con la normalizzazione della BoJ e la conseguente riduzione dei differenziali di tasso, una diminuzione dei livelli di copertura potrebbe diventare un'ulteriore fonte di domanda di yen.
Lo yen si sta trasformando da valuta di finanziamento a valuta investibile. Il prossimo movimento significativo dello yen potrebbe, in ultima analisi, essere al rialzo anziché al ribasso.

Rischi
Il rischio più evidente è che il ciclo di investimenti nell'IA si riveli sovradimensionato. Un brusco rallentamento della spesa in conto capitale legata all'IA eserciterebbe pressioni sui semiconduttori, sull'automazione, sulla robotica e sulla domanda industriale, indebolendo uno dei pilastri chiave della tesi d'investimento sul Giappone.
Un secondo rischio è che la reflazione del Giappone abbia troppo successo. Se l'inflazione dovesse accelerare sensibilmente oltre le attese, la BoJ potrebbe essere costretta ad avviare un ciclo di inasprimento monetario molto più aggressivo. Sebbene una normalizzazione graduale dovrebbe sostenere lo yen e migliorare l'allocazione del capitale, un brusco ciclo di rialzi dei tassi potrebbe innescare un significativo rimpatrio di capitali, destabilizzare le operazioni di carry trade e generare volatilità sui mercati globali, abituati da decenni a finanziamenti giapponesi a basso costo. Il rischio maggiore per la narrativa "Japan Is Back" potrebbe non essere la stagnazione, ma un successo che arriva troppo in fretta.
(Analisi a cura di Masahiko Loo, Senior Fixed Income Strategist di State Street Investment Management)