07 settembre 2026

Le riserve di gas dell'Europa raccontano solo metà della storia

L'evoluzione del mercato del gas potrebbe rendere i livelli delle scorte di gas un indicatore meno affidabile dei rischi legati all'inverno, tuttavia, secondo DWS, ci sono validi motivi per preoccuparsi delle prossime bollette del riscaldamento

Qualche anno fa, i policy maker europei elaborarono un piano astuto: sostituire il gas russo perso, veicolato via gasdotto, ampliando la capacità del continente di importare gas naturale liquefatto (GNL) da tutto il mondo. A differenza della maggior parte dei piani del celebre sit com britannico Blackadder, questo ha funzionato in larga misura. Ma il prossimo inverno potrebbe rivelare alcune conseguenze meno confortanti.

Come mostra il nostro Chart of the Week (grafico 1), i livelli di stoccaggio del gas europeo restano ben sotto quelli osservati nello stesso periodo negli anni recenti. Preso alla lettera, il dato appare allarmante. Lo stoccaggio è stato, dopotutto, una delle principali linee di difesa dell'Europa durante la crisi energetica, ma il significato di uno stoccaggio ridotto è cambiato.

Grafico 1: Le scorte ridotte di gas non sono più l'unico fattore da considerare



Note: Volume di gas lavorabile: 1 livelli di riempimento si misurano come percentuale di questo volume. Area ombreggiata: mostra il valore minimo e massimo giornaliero registrato dal 2017 al 2025. Linea tratteggiata: indica la media storica corrispondente. Serie 2026: viene aggiornata con l'ultima osservazione disponibile.
Fonti: Gas Infrastructure Europe “AGSI”, DWS Investment gmbH, al 1 settembre 2026.


Prima dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina nel 2022, l'Europa si riforniva di gas soprattutto tramite contratti di lungo termine e gasdotti. Oggi, i suoi terminali GNL le consentono di acquistare gas in modo più flessibile durante tutto l'anno. Ciò ha ridotto, senza però eliminarla, la necessità di accumulare grandi scorte con mesi di anticipo. Ma questa flessibilità ha un prezzo: nel mercato globale del GNL, le forniture e i prezzi dipendono in misura maggiore dalla domanda proveniente da altre aree, dalle interruzioni delle rotte di trasporto marittimo, dai fermi impianto nei terminali di esportazione e dalle condizioni meteorologiche. Accanto allo stoccaggio, il mercato globale è diventato una seconda polizza assicurativa, seppure con un premio variabile.

Il meteo aggiunge un ulteriore livello d’incertezza. Le recenti ondate di calore nell'emisfero settentrionale hanno fatto aumentare la domanda di elettricità e intensificato la competizione per il GNL. Un inverno mite nelle principali regioni consumatrici, al contrario, potrebbe contenere la domanda per il riscaldamento e rendere disponibile più GNL per altri acquirenti. I bassi livelli di stoccaggio dell'Europa apparirebbero allora molto meno preoccupanti. In uno scenario estremo, i timori odierni di scarsità potrebbero trasformarsi nel problema opposto di un'abbondanza futura.

"Gli ultimi mesi iniziano a illustrare alcuni dei compromessi legati a un mercato del gas sempre più globale", sostiene Johannes Müller, Chief Economist di DWS. "Il mercato del gas europeo è diventato più flessibile, ma anche più esposto alla concorrenza globale. Se l'Europa dovesse fare offerte aggressive per il GNL quest'inverno, gli effetti si farebbero sentire ben oltre i suoi confini".

Livelli di scorte più bassi potrebbero non implicare lo stesso grado di rischio di alcuni anni fa. In Blackadder, Baldrick avrebbe apprezzato l'ironia: il piano astuto dell'Europa ha funzionato, ma con un effetto collaterale non previsto. Il gas che può raggiungere l'Europa con maggiore facilità può altrettanto facilmente dirigersi altrove.
(Analisi a cura di Johannes Mueller, CFA, Global Head Of Research, DWS)