16 settembre 2026
Il boom dell'IA non basta, cresce l'esigenza di proteggere i portafogli
Il contesto macro favorisce una posizione moderatamente sovrappesata sull'azionario ma con impostazione difensiva, secondo la view di Invesco; nell’azionario,focus sui fattori Qualità e Bassa Volatilità, mentre nell’obbligazionario sottopeso sui rischiosi spread di credito e sovrappeso sulla duration per proteggere il capitale e beneficiare di rendimenti reali attraenti
Il nostro framework continua a collocare l'economia globale in un regime di rallentamento: la crescita resta superiore al trend, ma perde slancio, mentre la propensione al rischio si indebolisce moderatamente. Utili societari solidi e investimenti nell'intelligenza artificiale sostengono l'attività, ma rischi geopolitici, inflazione ancora elevata e incertezza sulle politiche monetarie rendono più complesso il rapporto rischio/rendimento. Manteniamo quindi un portafoglio diversificato, moderatamente orientato verso l'azionario rispetto al reddito fisso, ma con un'impostazione difensiva e coperture contro i rischi al ribasso.
Aggiornamento macroeconomico
Il superciclo dell'intelligenza artificiale continua a sostenere crescita e utili. Nel secondo trimestre, le Magnifiche 7 hanno registrato una crescita degli utili del 118,5%, la più elevata dal quarto trimestre 2021; anche le altre società dell'S&P 500 hanno beneficiato dell'espansione, con una crescita prossima al 32%. Ciò suggerisce che la monetizzazione degli investimenti nell'IA resta superiore ai timori legati ai costi infrastrutturali e che i benefici si stanno ampliando oltre i principali titoli tecnologici. I rischi geopolitici restano tuttavia elevati. Il protrarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà nel ripristinare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz mantengono i prezzi dell'energia su livelli alti.
Tempi di risoluzione, ricostruzione delle infrastrutture e allentamento dei vincoli all'offerta rappresentano importanti fonti di incertezza. La crescita economica globale rimane sopra il trend, trainata dagli Stati Uniti, dove consumi resilienti e investimenti aziendali legati all'IA sostengono l'attività. Anche le altre economie sviluppate mostrano segnali favorevoli nella fiducia di famiglie e imprese. Il framework resta pertanto in regime di rallentamento: crescita ancora solida, ma propensione al rischio in decelerazione.
L'inflazione rimane contenuta nella dinamica, ma elevata nei livelli: il PCE core US si è attestato al 3,6% nel secondo trimestre, ancora sopra l'obiettivo del 2%. Il tono restrittivo della Federal Reserve ha rafforzato le attese di tassi più alti nel breve periodo. Rendimenti nominali e reali elevati riflettono rischi monetari, fiscali, geopolitici e di offerta; al tempo stesso, aumentano l'attrattività del reddito fisso in un portafoglio multiasset, migliorandone rendimento prospettico e diversificazione.
In sintesi, la combinazione di crescita sopra il trend e propensione al rischio in calo moderato non segnala un'imminente contrazione, ma richiede disciplina nella costruzione del portafoglio. Storicamente, tali fasi hanno prodotto rendimenti moderatamente positivi e una maggiore convergenza tra asset ciclici e difensivi. Questo quadro sostiene un posizionamento equilibrato, diversificato e selettivo.
Posizionamento in termini d’investimento
Manteniamo un orientamento complessivamente neutrale al rischio rispetto al benchmark, volto a preservare la partecipazione a eventuali rialzi e, al contempo, a contenere i rischi di crescita. All'interno di questa impostazione restiamo moderatamente sovrappesati sull'azionario rispetto al reddito fisso, privilegiando caratteristiche difensive e opportunità di valore relativo.
Azionario: sovrappeso su qualità e bassa volatilità. Preferenza per tecnologia selezionata, sanità e beni di prima necessità rispetto ai settori più ciclici. Moderata preferenza per gli Stati Uniti e, più in generale, per i mercati sviluppati rispetto agli emergenti.
Reddito fisso: moderato sottopeso sul rischio di credito, poiché gli spread offrono una remunerazione meno interessante rispetto ad altre fonti di rendimento. Sovrappeso sulla duration come strumento di diversificazione e copertura contro i rischi al ribasso, con preferenza per le obbligazioni nominali.
(Analisi a cura di Daniel Zanin, CFA - Analyst, Investment Research, Invesco)