27 ottobre 2026
Troppi investimenti nell'AI? Il paradosso che potrebbe favorire Bitcoin
Le crescenti tensioni nel settore dell'intelligenza artificiale stanno alimentando nuove incertezze sui mercati finanziari. Il rallentamento della crescita dei ricavi, le valutazioni elevate e il rischio di investimenti infrastrutturali eccessivi stanno mettendo sotto pressione il comparto tecnologico, con ripercussioni anche sul mercato delle criptovalute. Sono proprio queste turbolenze che potrebbero paradossalmente favorire Bitcoin, secondo Bitwise
“Il comparto dell'intelligenza artificiale continua a confrontarsi con ostacoli strutturali. Il rallentamento della crescita dei ricavi, a fronte di valutazioni particolarmente elevate, l'inasprimento delle condizioni finanziarie e le crescenti evidenze di un'allocazione inefficiente del capitale continuano a penalizzare gli hyperscaler, i produttori di semiconduttori e le altre attività finanziarie rischiose correlate”, afferma André Dragosch, Head of Research Europe di Bitwise. “La domanda di capacità computazionale rimane concreta, ma i prezzi dei token hanno registrato una marcata deflazione, determinando una stagnazione o persino una contrazione dei ricavi delle principali società impegnate nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Questo avviene proprio nel momento in cui tali ricavi dovrebbero crescere rapidamente per sostenere ingenti impegni finanziari ancora privi di adeguata copertura. Ne deriva una dinamica circolare, nella quale gli investimenti in conto capitale (capex) legati all'intelligenza artificiale rappresentano essi stessi uno dei principali motori dei ricavi contabilizzati. Qualsiasi rallentamento della spesa si traduce quindi direttamente in un indebolimento della crescita del fatturato lungo l'intera filiera dell'AI”.
“In questo contesto, non sorprende constatare come il tema d'investimento legato all'intelligenza artificiale abbia sostanzialmente perso slancio dalla metà del 2026, con ripercussioni su numerosi mercati finanziari, compresi Bitcoin e il mercato delle criptovalute”, sottolinea Dragosch. “In questo scenario, Bitcoin ha continuato a comportarsi più come un indicatore anticipatore delle dinamiche macroeconomiche che come un semplice strumento amplificatore dei movimenti del Nasdaq, registrando ribassi quando la debolezza del settore dell'intelligenza artificiale ha accentuato l'avversione al rischio sui mercati, beneficiando delle fasi in cui la stessa debolezza andava invece ad alimentare le aspettative di un intervento di politica monetaria”.
“Bitcoin sembra così anticipare, almeno in parte, questa possibile svolta della politica monetaria. Il sentiment e il posizionamento degli investitori si sono già notevolmente ridimensionati a seguito della correzione del mercato ribassista, limitando il rischio di ulteriori forti flessioni rispetto ai mercati azionari, sebbene resti elevata la possibilità di perdite in termini assoluti”, prosegue l’esperto di Bitwise. “Nelle prossime settimane, lo scenario di base rimane quindi caratterizzato da un andamento altalenante. È probabile che Bitcoin continui a risentire di un ulteriore consolidamento del settore dell'intelligenza artificiale e della volatilità dei mercati azionari, ma potrebbe reagire positivamente a segnali concreti di un orientamento più accomodante da parte delle Banche centrali”.
“In questo contesto, una sovraperformance rispetto all'azionario rappresenta lo scenario più probabile, sostenuta dalle crescenti aspettative di un allentamento monetario e da una possibile rotazione dei capitali dagli Etf sui semiconduttori verso gli Etp su Bitcoin, un fenomeno che osserviamo già dall'agosto 2026.Nel breve termine, tuttavia, Bitcoin potrebbe continuare a sottoperformare rispetto alla liquidità e agli asset difensivi, mentre i rischi di ribasso resteranno elevati fino a quando non si concretizzerà una svolta decisiva nella politica monetaria", conclude Dragosch.